Giorno della memoria: ricordare il presente

Un commento da parte dell'Associazione Culturale "Le città invisibili" sulla Giornata della Memoria, sulla necessità di "ricordare il presente" e sul dovere di opporsi a ogni semplificazione della storia.

Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell’Armata Rossa entrano ad Auschwitz, liberando i circa 7.000 sopravvissuti rimasti miracolosamente in vita dopo la prigionia nel campo di concentramento tedesco.

Nel 2000, l’Italia fu il primo paese europeo a riconoscere con una propria legge il Giorno della Memoria, in anticipo perfino sulla risoluzione delle Nazioni Unite finalizzata a ricordare le vittime dell’Olocausto. Probabilmente perché l’Italia, contrariamente a quanto oggi si tenta da più parti di far credere, ebbe un ruolo fondamentale nella deportazione e nello sterminio di ebrei, rom, disabili, omosessuali e oppositori.

Basti ricordare che l’Italia per prima varò le leggi razziali e che – come ricostruito da molti studiosi tra cui lo storico del colonialismo Angelo Del Boca – la superiorità della razza ariana era insita nel fascismo fin dalle sue origini. Mussolini già alla fine degli anni Venti preparava l’invasione dell’Etiopia e di altre nazioni africane fondando il mito dell’Impero su una presunta superiorità razziale degli italiani sui poveri “selvaggi” africani.

Ancora oggi, a nostro avviso, l'”aiutiamoli a casa loro” contiene il germe di questa ideologia, evidentemente dura a morire. L’Italia e gli italiani, infatti, hanno rimosso – dopo la fine della Seconda guerra mondiale – il proprio làscito coloniale, sostituendolo con il mito degli “italiani brava gente“. Non è un caso se oggi l’immigrazione verso l’Italia provenga per la maggior parte da paesi ex-colonie italiane. Anche in altri casi, come la ben più controversa Giornata del Ricordo delle foibe, è stata praticata una totale rimozione dei crimini perpetrati dal fascismo all’indomani della Prima guerra mondiale (italianizzazione forzata) e dopo l’occupazione tedesca della Jugoslavia (fucilazioni, processi sommari ai danni della popolazione slava). Un’operazione che non rende giustizia, in primis, agli esuli e alle vittime.

Insomma, si crede a ciò che si vuol credere ma la ricostruzione storica e completa della verità è ben altra cosa.

Il Giorno della Memoria è diventato una specie di (postumo) atto di omaggio agli ebrei sterminati. La memoria deve servire a tutt’altro. A educare nella direzione opposta. A divulgare il male per tenersene lontani. La memoria della Shoah è di tutti gli altri, fuorché degli ebrei“. Poco meno di un anno fa abbiamo commentato a Caprarola queste parole di Elena Loewenthal con il prof. Alessandro Portelli (presentazione del Calendario Civile al Teatro delle Ex Scuderie). La memoria deve servire ai vivi, a chi resta, senza trasformarsi in vuote commemorazioni rituali o funeree, ma continuando ad alimentare conflitto e opposizione nei confronti di chi vuole in qualche modo cancellarla.

Calendario Civile Caprarola
Presentazione del Calendario Civile con (da sinistra a destra) Alessandro Portelli, Paola Stelliferi, Simone Olmati e Marta Bonafoni.

I tentativi di rimozione e cancellazione sono oggi sotto gli occhi di tutti (da Giorgia Meloni che vorrebbe abolire il 25 aprile, ai gruppuscoli neofascisti che negano l’Olocausto o elogiano apertamente il fascismo e ne praticano i metodi). Non solo, ma attraverso spettacolarizzazioni e semplificazioni, anche il governo (anzi, per essere onesti: vari governi negli ultimi anni) punta a ridicolizzare o ridurre momenti bui per l’Italia quali gli anni di piombo a un conflitto tra bande.

Oltre al passato, però, è sempre più importante “ricordare il presente”. Con quale coerenza potremmo ricordare i milioni di morti sterminati nei campi di concentramento e chiudere gli occhi nei confronti di ciò che accade nel nostro tempo? Non è forse in atto una persecuzione, un predominio dei ricchi sui poveri con metodi militari, un’affermazione della superiorità della cultura occidentale su chi tenta di approdare in Europa, un disprezzo generale verso i nostri simili?

Non è forse il mar Mediterraneo un enorme cimitero o – con piccolo sforzo di immaginazione – un enorme campo di concentramento dove si avviano a morire migliaia e migliaia di persone? Come possiamo ricordare tutto questo tra cinquant’anni se non riusciamo a comprendere oggi ciò che è sotto i nostri occhi? I commenti violenti che leggiamo ogni giorno su facebook contro migranti, diversamente abili, rom, omosessuali, non sono altro che l’espressione di quella “banalità del male” che ha portato a infinite tragedie nella Storia.

Dire “non sapevo” o “ho ubbidito agli ordini” sarà una insignificante giustificazione dato che oggi, con i mezzi tecnologici e comunicativi a disposizione, è di fatto impossibile non sapere o non vedere e dunque la responsabilità di ognuno di noi sarà infinitamente più grande di quella delle generazioni che ci hanno preceduto.

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Informiamo i lettori che la Biblioteca comunale di Caprarola organizza due iniziative in occasione del Giorno della Memoria. Di seguito la locandina della commemorazione.

Giorno della Memoria Caprarola

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