#3annisenzaGiulio, una luce per Regeni a Caprarola

A tre anni dalla scomparsa del giovane ricercatore italiano, la sede della nostra associazione si illumina per non dimenticare un omicidio ancora irrisolto.

Tre anni senza verità e senza giustizia, #3annisenzaGiulio.

I responsabili dell’omicidio di Giulio Regeni, ucciso tra gennaio e febbraio del 2016 in Egitto mentre stava conducendo le sue ricerche, sono ancora ignoti, così come lo sono i mandanti. Rapito, seviziato, torturato, ucciso e infine abbandonato in un fosso lungo l’autostrada per Alessandria. Nonostante la campagna internazionale promossa da Amnesty International (#3annisenzaGiulio) e il coraggio dei genitori di Giulio, ancora oggi il caso del ricercatore italiano rimane irrisolto.

L’Egitto è oggi governato dal generale Al-Sisi, un governo militare autoritario amico dell’Occidente, con cui l’Italia intrattiene intensi rapporti diplomatici e commerciali nonostante Il Cairo non esiti a violare i diritti dei propri cittadini e degli oppositori, come denuncia Amnesty e altre organizzazioni internazionali. L’Eni, come emerge dal sito stesso della compagnia, mantiene numerose e proficue attività in Egitto nel settore degli idrocarburi (come si può verificare sul sito stesso dell’Eni) ed è forse anche per questo che la diplomazia italiana non insiste poi troppo nella ricerca della verità.

L’Egitto, da parte sua, dopo depistaggi, falsificazioni e perfino una sparatoria in cui sono rimasti uccisi criminali comuni ai quali il governo ha tentato di addossare la responsabilità dell’omicidio di Giulio, tace. Nonostante le indagini della procura di Roma, infatti, sono i magistrati egiziani i titolari dell’inchiesta.

#3annisenzaGiulio Caprarola

Il 25 gennaio 2019 ricorrono 3 anni dal rapimento del giovane ricercatore italiano. Alle 19.41 del 25 gennaio 2016 l’ultimo SMS inviato alla fidanzata per comunicarle che stava andando a un appuntamento con un esperto di sindacato. Alle 19.41 del prossimo 25 gennaio la nostra sede, in via Filippo Nicolai 201 a Caprarola, si tingerà di giallo (il colore della campagna di Amnesty) con una piccola lampada che lasceremo accesa per tutta la notte.

Un gesto simbolico ma utile, insieme alle centinaia di altre iniziative in tutta Italia, a non far calare l’attenzione e a non far spegnere mai la luce sul caso Regeni. Un gesto di solidarietà e vicinanza ai genitori di Giulio e soprattutto alla mamma Paola che insieme a tante altre madri, padri, fratelli e sorelle (Ilaria Cucchi, Patrizia Moretti, Rudra Bianzino e tanti altri) proteggono la dignità dei propri figli e fratelli uccisi ingiustamente dalla polizia o da governi autoritari.

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