Dall’indie rock al flamenco: Francesco Garofalo e l’Eco Sound Fest raggiungono l’Andalusia

Dopo aver fatto ballare al ritmo di rap, folk, rock, musica elettronica e pop tutti quelli che hanno partecipato alla sesta edizione del festival, ora tocca all'Eco Sound Fest scatenarsi insieme a Francesco Garofalo sulle note del flamenco, nel cuore dell'Andalusia.

 

È passata una settimana dalla sesta edizione dell’Eco Sound Fest che ha portato sul palco una variegata offerta musicale: dal folk degli ironici Eugenio in Via Di Gioia all’indie pop dei cantautori Galeffi e Leo Pari e del misterioso duo Lemandorle, dal rap dell’innovativo Murubutu e del romano Rancore al post-emo dei Botanici, dall’alternative rock dei The Shiver alla musica elettronica di Makai, dei Toot e dei Bytecore, terminando con un un mix di brani funky, dance, electro scelti dagli Ex Otago. Ora, il festival si trova nella culla del flamenco, ballando insieme a Francesco Garofalo al ritmo delle nacchere.

Lunedì lascio Cabo da Roca e seguo la costa fino a Lisbona, dove prendo il traghetto per attraversare il Tago. Poi scendo verso sud per circa 40 km e arrivo a Setúbal, dove prendo un altro traghetto per attraversare un istmo e proseguo ancora fino ad arrivare a Melides. Durante il tragitto incontro molto traffico, ma all’arrivo vengo premiato come al solito da una bellissima spiaggia.

Dopo una giornata dedicata al completo relax, mercoledì lascio il campeggio dove ho passato la notte e parto di nuovo verso sud senza una meta precisa. La strada che percorro è monotona ma molto scorrevole; dopo oltre 100 km decido di fermarmi, felice di essermi goduto quella che per me è stata la prima giornata estiva dal giorno in cui sono partito.

Giovedì lascio Aljezur dopo aver fatto colazione con le mie vicine di tenda olandesi, che viaggiano facendo l’autostop. Mi fermo prima alla praia Doña Ana presso Lagos e poi alla più bella praia de Rocha a Portimão. Dopo un rinfrescante bagno (necessario visto che il termometro misura 42 gradi) riparto fino ad arrivare a Albufeira, dove mi rilasso sulla spiaggia fino all’ora di cena. Stasera non vedrò il solito tramonto sull’oceano perché nella costa in cui mi trovo l’oceano risente della vicinanza dello stretto di Gibilterra, perdendo un po’ della sua potenza.

Venerdì parto presto perché voglio arrivare al confine con la Spagna intorno all’ora di pranzo. Opto per una cosa illegale: la linea di confine si trova lungo il corso di un fiume, attraversato soltanto da un ponte autostradale; per evitare una deviazione di 90 km, approfittando del poco traffico, decido di percorrerlo e parto! 3 km tutti d’un fiato. Le poche macchine che mi superano, capiscono e non mi redarguiscono. Proseguo per un’altra ventina di km e mi fermo a La Redondela.

Sabato giungo a Siviglia, dove mi aspettano 45 gradi. Conosco un gruppo di ragazzi in ostello e decidiamo di passare la serata insieme godendoci la vita notturna della città in cui viaggiano continuamente nell’aria note di flamenco.

Domenica mi alzo alle 10, ma ci sono già 37 gradi e, visto che mi sento ancora un po’ provato dalla serata precedente, decido di fermarmi un altro giorno in ostello. Passeggio per la città, faccio un bagno in piscina e, per cena, mi mangio una gustosa paella in compagnia di una ragazza italiana. Entrambi decidiamo di non fare tardi per alzarci presto il giorno dopo ed evitare così il caldo soffocante di Siviglia”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Close

Meta

Archivi

Commenti recenti