Il logo dell’Eco Sound Fest è arrivato anche in Portogallo grazie a Francesco Garofalo

Il logo dell'Eco Sound Fest a Cabo da Roca grazie a Francesco Garofalo
Dopo varie peripezie, Francesco Garofalo giunge in Portogallo e percorre la costa fino a Cabo da Roca, il punto più a ovest d'Europa, mentre a Caprarola si sta ancora parlando delle serate dell'Eco Sound Fest 2018.

 

Dopo aver percorso la costa atlantica spagnola, Francesco Garofalo ha raggiunto il paese della rivoluzione dei garofani e ora sta viaggiando lungo la costa portoghese, portando ancora più a ovest il logo dell’Eco Sound Fest.

Intanto, a Caprarola, escono i primi reportage fotografici della sesta edizione del festival.

“Dopo un lunedì passato interamente in bici (146 km percorsi), martedì faccio un salto a Finisterre, il punto più a ovest della Spagna, dove finisce il cammino di Santiago, e poi mi metto in viaggio verso sud. Seguo la costa e decido di fermarmi su Illa de Arousa, anche perché ho 160 km sulle gambe. Dopo be 25 giorni di “astinenza”, mi gusto subito un bel piatto di pasta!

Mercoledì lascio Illa de Arousa con una busta piena di mele, regalatemi da una famiglia asturiana; avrei voluto non accettarle per il peso, ma non potevo rifiutare! Mi metto in marcia seguendo la costa e giungo alla foce del fiume Miño, dove ho intenzione di prendere un traghetto per accorciare di 40 km il tragitto. Ma oggi, 25 luglio, è la festa di Santiago e in Galizia non si lavora. Un po’ amareggiato, salgo di nuovo in sella alla volta di Tui, dove si trova un ponte internazionale, un tempo unico accesso per il Portogallo. Arrivato in Portogallo, costeggio il fiume Miño e arrivo finalmente sulla costa lusitana, dove improvvisamente mi ritrovo avvolto dalla nebbia. La scarsa visibilità della strada mi costringe a fermarmi a Gelfa, a 90 km da Porto. Proprio qui, domani, m’incontrerò di nuovo con Reinier, che nel frattempo è giunto alla fine del suo viaggio.

Giovedì mattina parto dal campeggio sfruttando il fuso orario: l’orologio del mio telefono non si è regolato automaticamente, così la sveglia suona un’ora prima! Sono finalmente in pianura e questo mi permette di procedere velocemente. Alle 15 sono infatti già nell’ostello che ho prenotato a Porto, dove approfitto della presenza di un letto per rilassarmi un po’. Verso le 17 esco per una passeggiata in centro e ben due persone si presentano, offrendosi come “guide turistiche”. Una di queste è un anziano signore che ha sempre vissuto nel vicolo dove ci troviamo e mi racconta le storie racchiuse tra i muri della città.

Venerdì mi sveglio con una brutta sorpresa: la mia lavatrice non è ancora stata fatta. Attendo che apra la reception per risolvere questo problema. Ultimato il lavaggio, mi attende un altro inconveniente: l’asciugatrice non funziona! Il personale dell’ostello porta il mio bucato in lavanderia e, per scusarsi dell’accaduto, mi consente di utilizzare la cucina. Mi gusto una spaghettata di cozze in compagnia e poi riprendo la marcia verso sud, senza meta. Nonostante gli imprevisti, riesco comunque a percorrere 106 km e mi fermo alla Praia de Mira, dove mi aspetta l’eclissi lunare sull’oceano. Dopo aver visto i video in diretta dall’Eco Sound Fest, vado a dormire, provando un po’ di nostalgia per quando raggiungevo il festival in bici.

Sabato, quando lascio il campeggio, decido di non percorrere le strade principali, ma un rettilineo che mi porta ad attraversare un’immensa pineta, occupandomi tutta la mattinata. Pranzo a Figueira da Foz e faccio, praticamente costretto, una vera e propria fuga dal locale: la proprietaria mi dice bruscamente che la mia carta non funziona ma io, come spesso capita in viaggio, non ho contante. M’invita a fare 2 km per arrivare al primo bancomat, dove non sono disponibili prelievi. A questo punto, decido di proseguire, anche perché un altro cliente mi avvisa che il problema del pagamento è dovuto al bancomat del ristorante e non alla mia carta. La sera mi fermo a Nazarè, famosa per la più alta onda cavalcata al mondo (ben 35 metri di altezza!). L’oceano è magnifico e rumoroso, e decido di cenare in sua compagnia. Rientrato in campeggio, sento alcuni stranieri cantare al karaoke “Bella ciao”, ma invece di “partigiano” dicono “parmigiano”…

Domenica lascio Nazarè presto, con un solo obiettivo: raggiungere Cabo da Roca, il punto più a ovest d’Europa. Percorro i primi 100 km in tranquillità grazie alla compagnia di altri ciclisti e al percorso piuttosto pianeggiante. Verso la fine, il paesaggio cambia: diventa molto bello, ma ricco di saliscendi. A un certo punto, sono superato da pattuglie con le sirene accese e da una macchina di giornalisti; questo m’inquieta ma, ben presto, scopro di essere in mezzo alla Volta a Purtugal, una corsa di ciclismo. La fortuna del viaggiatore!”.

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