L’Eco Sound Fest sui Paesi Baschi con Francesco Garofalo

Francesco Garofalo ha costruito un totem in onore dell'Eco Sound Fest presso il circo di Gavarnie
Francesco Garofalo ha ritrovato la sua bici e il viaggio in compagnia dell'Eco Sound Fest è continuato sulle vette più alte dei Pirenei fino a raggiungere l'Oceno Atlantico.

Vi ricordate la paura di Francesco di non ritrovare più la sua bici? Alla fine tutto è andato per il meglio e il suo viaggio in compagnia dell’Eco Sound Fest ha potuto continuare verso le vette più alte dei Pirenei. Leggete com’è andata questa settimana!

Dal diario di Francesco Garofalo

Lunedì
Mi sveglio e faccio colazione con un panino al salame piccante (che doveva essere la mia cena). Sono un po’ in pensiero pe la bici lasciata incustodita, ma decido di essere iducioso e parto a piedi in un escursione al Lac d’Espringo, situato sopra la cascata maggiore del Lac d’Oô. Quando arrivo in cima, il sentiero si congiunge col GR 10 ovvero uno dei tanti cammini francesi in quota. Mi “perdo” nella natura e finisco per fare tardi sulla tabella di marcia. Quando riscendo il sentiero verso valle, in lontananza comincio a vedere il rosso delle borsa carica di adesivi dell’Eco Sound Fest attaccata alla mia bici e tiro un sospiro di sollievo! Mi metto in sella per risalire il Col de Peyresourde e, subito dopo, il Col d’Azet. Dopo aver superato anche quest’ultimo valico mi fermo ad Arreau per la notte, pronto per il Col d’Aspin. Il tempo é sempre capriccioso e rovina i panorami.

Francesco Garofalo presso il Col d'Azet
Col d’Azet

Martedì
Oggi è una giornata dedicata al ciclismo, con salite storiche come quelle del Col d’Aspin, ma soprattutto quelle del Col du Tourmalet (2100 slm). Parto molto “gasato” e supero l’Aspen in un lampo al punto che, una volta sotto al Tourmalet, non resisto: invece di pranzare, tiro dritto e comincio i 18 km più duri dei Pirenei. Arrivo in vetta alle 14,30 e soffisfattissimo mi concedo un pranzo da re in compagnia di simpatiche mucche! Appena mangiato, tento il record personale di altitudine prendendo lo sterrato verso i 2877 del Pic du Midì de Bigorre, dove si trova un osservatorio astronomico. Purtroppo però il mio sogno s’infrange contro le ruspe che stanno spalando la neve, così faccio dietrofront e ridiscendo fino al campeggio dove passo la notte. Sono comunque in mezzo alle nuvole.

Francesco Garofalo si trova in cima al Tourmalet, dove inontra delle simpatiche mucche
Francesco Garofalo e un’insolita compagnia

Mercoledì
Mi sveglio con tutta calma. Lascio Barèges verso le 11 e, arrivato a Luz-Saint-Sauveur, giro verso Gavarnie per un totale di 30 km. Sono però spinto a fermarmi: mi trovo davanti al Cirque de Gavarnie: un enorme anfiteatro naturale di roccia e cascate. I francesi dicono che una delle cascate sia la più alta d’Europa (in realtà lo sarebbe, se non si considerasse il fatto che ha due gradoni). Oggi, quindi, più trekking che pedalate.

Francesco Garofalo presso il circo di Gavarnie, un enorme anfiteatro naturale di roccia e cascate
Cirque de Gavarnie

Giovedì
Mi sveglio presto a causa di qualche campeggiatore rumoroso, ma va bene così. Lascio la tenda ad asciugare e parto di nuovo per le cascate. Oggi il cielo è libero dalle nuvole e approfitto per scattare qualche foto. Tornando verso il campeggio, prendo un sentiero che sale e così riesco a vedere anche la Breccia di Orlando, un enorme spaccatura naturale tra le rocce, al confine tra Francia e Spagna. Il tempo di caricare la bici e si annuvola di nuovo. Ridiscendo a valle per scalare poi il Col du Soulor. Lungo questa prima parte della salita, in prossimità del Col d’Aubisque, trovo cartelli che indicano che la strada è chiusa per frana. In compagnia di un ciclista spagnolo, tento lo stesso la sorte. Alla fine riusciamo a passare e, una volta a valle, ci salutiamo: lui prosegue per la sua strada, mentre io mi fermo. Oggi ho superato i 100 km di viaggio.

Francesco Garofalo presso il Col du Soulor
Col du Soulor

Venerdì
Di buon mattino lascio Laruns e scendo a valle seguendo il corso del torrente. Inizio poi la salita del Col de Marie-Blanque, dove passa anche il Tour de France. Sulla cima, come al solito, il panorama è offuscato dalle nuvole. Scendo rapidamente di quota dopo diversi giorni tra le vette e mi ritrovo a un’altitudine di circa 200 metri. Da qui in poi un paesaggio collinare mi porta fino a 3 km da Larrau, dove comincia a piovere. Una volta giunto a Larrau, dopo una dura salita, mi fermo in un campeggio e mi godo il meritato riposo. Sono a 130 km dell’oceano!

Gli adesivi dell'Eco Sound Fest attirano gli animali dei Pirenei
Gli adesivi dell’Eco Sound Fest attirano gli animali dei Pirenei

Sabato
Oggi lascio Larrau e salgo sul Col de Baragui. Siamo nei Paesi Baschi francesi, con campetti non di calcetto, ma di pelota basca. I nomi cominciano a diventare impronunciabili. Quando scollino, entro nuovamente in Spagna per fermarmi proprio sul confine con la Francia. Pianto la tenda qui, sul confine. Sono a 30 km dall’Atlantico e mi gusto quest’ultima serata montana, lasciando per domani l’ultimo colle della lista.

Francesco Garofalo presso il Col de Baragui
Col de Baragui

Domenica
Mi avvio verso l’Atlantico. Scalo l’ultimo colle e sono a due passi da Hendaye, ultimo paese francese prima di entrare definitivamente in Spagna. Hendaye è una cittadina prettamente portuale e non offre grandi panorami. Così, speranzoso, tiro dritto verso San Sebastian, ma anche qui trovo soltanto un’immensa affollatissima spiaggiona in stile Miami. Deciso di andare oltre, verso Orio che dista circa 20 km. Anche qui però non resto colpito da nulla, ma deciso comunque di fermarmi perché la voglia di un tuffo prevale. Gufo inutilmente la Francia, piazzo la tenda e mi godo il resto della domenica. Si fa per dire, perché come tutti i giorni a una certa ora del pomeriggio arriva la pioggia. Finora, 24 ore senza pioggia non le ho viste!

Francesco Garofalo, dopo le lunghe pedalate sui Pirenei, decide di fermarsi a Orio per godersi l'oceano Atlantico
Orio – Oceano Atlantico

Potete seguire le avventure di Francesco Garofalo anche su Instagram.

P.S.: mancano 11 giorni all’Eco Sound Fest!

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