Living Library Cremona: una delle storie parla anche della Tuscia

La Living Library Cremona prende vita sabato 23 giugno. Nella Biblioteca vivente cremonese sono i migranti e le migranti a diventare "libri" e una delle loro storie parla anche dei territori della Tuscia.


Negli “scaffali” della Living Library Cremona si nasconde una storia che parla anche della Tuscia

Nata in Danimarca, la Living Library (Biblioteca vivente) sta facendo il giro del mondo. Sabato 23 giugno alle ore 10, presso i giardini di Piazza Roma, approda anche a Cremona. L’evento è organizzato nell’ambito della Settimana del Rifugiato 2018 dal Comune di Cremona e dagli enti co-gestori del progetto SPRAR (il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).

Living Library significa Biblioteca vivente. Nel corso di questo tipo di manifestazioni un pubblico di “lettori” e di “lettrici” ha la possibilità di ascoltare racconti di vita unici e preziosi donati da libri umani, ovvero persone che decidono di diventare “libri” per raccontare la loro storia e abbattere i pregiudizi legati alla minoranza a cui appartengono. I lettori e le lettrici si impegnano a non giudicare il libro dal titolo né dalla sua “copertina” e a mostrare rispetto attraverso un ascolto attento e partecipato. Ogni “lettura” dura circa 30 minuti e si concretizza in una vera e propria interazione. Lo scopo di queste iniziative è quello di consentire ai lettori e alle lettrici di dialogare con il “libro” scelto e non quello di ospitare monologhi slegati dal contesto o dalla storia che i libri umani hanno voluto donare loro. È una metodologia che rimanda all’antica tradizione orale.

Durante la Living Library Cremona sono i migranti e le migranti a diventare libri umani e a raccontare la loro esperienza ai lettori e alle lettrici che desiderano entrare in contatto con la loro realtà.

Una di queste esperienze ha per protagonista anche la Tuscia. Infatti i minori del progetto SPRAR del Comune di Cremona, che partecipano sabato alla Living Library Cremona, hanno preso parte all’iniziativa Pedalando Faticandopercorrendo la via Francigena da Cremona a Roma in bicicletta e passando quindi anche per la provincia di Viterbo. Il viaggio è stato realizzato con l’obiettivo di responsabilizzare i ragazzi, rendendoli consapevoli del “momento presente”, di ciò che offre e delle conseguenze delle loro decisioni.

I ragazzi hanno pedalato attraverso molte città della Tuscia, tra cui Acquapendente, Bolsena, Montefiascone e Tuscania, come documentato da loro stessi sulla pagina facebook dell’iniziativa.

Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla.

Così scrive Alessandro Baricco in Novecento. E viene da sperare che sia davvero così per tutti i migranti e le migranti che hanno deciso di mettersi in viaggio alla ricerca di un futuro migliore. Perché c’è sempre bisogno di ascoltare le loro storie per andare oltre i pregiudizi e capire che non sono un nemico da combattere, come la più becera delle propagande politiche sta cercando di farci credere.

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