Palestina: la scuola di gomme sarà demolita dalle ruspe di Israele

In Palestina un tribunale israeliano decide di demolire un villaggio e trasferirne la popolazione in un sobborgo di Gerusalemme. Sarà distrutta anche la "scuola di gomme" realizzata dalla Cooperazione Italiana.

I giudici della Corte Suprema israeliana hanno stabilito che Khan el-Ahmar,

il villaggio beduino che ospita la famosa “scuola di gomme”, sarà distrutto in quanto gli edifici costruiti sarebbero privi dei permessi necessari.

Inutili gli appelli dei 200 abitanti del villaggio che si sono opposti all’ipotesi di trasferimento forzato ad Abu Dis, un sobborgo alle porte di Gerusalemme. Non si placano dunque le tensioni dopo l’avvenuto spostamento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. La decisione di Trump, com’è noto, ha causato le proteste e la sproporzionata furia di Israele nella Striscia di Gaza. Lo scorso 14 maggio sono stati uccisi più di 50 palestinesi e ferite alcune centinaia di manifestanti.

La scuola di gomme in Palestina
Foto tratta dal sito de La Stampa

Evidentemente, dopo la forte dimostrazione di sostegno incondizionato da parte americana (e perfino saudita), Israele si sente legittimato come non mai a compiere qualsiasi azione di forza nei confronti della popolazione palestinese. A distanza di pochi giorni dalle violenze di Gaza, infatti, arriva questa decisione della Corte israeliana: il villaggio di Khan el-Ahmar dev’essere distrutto e la popolazione trasferita ad Abu Dis.

Una sentenza che ha provocato irritazione presso le cancellerie europee, dove i rapporti con Israele sono già tesi. Riferisce il Guardian che il capo del consolato generale britannico a Gerusalemme ha espresso la preoccupazione del suo governo e di tutti gli Stati dell’Unione Europea per l’annunciata demolizione del villaggio. Tra le semplici case di Khan el-Ahmar, una spicca per la sua particolarità. Si tratta della “scuola di gomme” costruita da una Ong italiana (Vento di Terra) con il contributo della cooperazione italiana e internazionale.

La scuola è interamente costruita con copertoni riciclati. Oltre a essere un bel progetto di cooperazione che coinvolge la Conferenza Episcopale Italiana e moltissime associazioni, quella scuola è però prima di tutto un simbolo. Il simbolo delle aspirazioni di un popolo, quello palestinese. Vessati da decenni, i palestinesi si trovano oggi privati della loro terra, dei loro diritti, del loro riconoscimento. E da oggi, perfino di una scuola dove far studiare i propri figli.

NOTA: l’Associazione “Le città invisibili” ha a propria disposizione una mostra fotografica sulla Palestina dal titolo “Rosso Melograno”. Se siete interessati a esporla gratuitamente potete contattarci a lecittainvisibili.caprarola@gmail.com .

Close

Meta

Archivi

Commenti recenti