Da non perdere a Viterbo l’apertura del Premio Zavattini 2018

Il Premio Cesare Zavattini è una iniziativa promossa dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, sostenuta dalla Siae e dal MiBACT e dalla Regione Lazio, realizzata in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà.

 

In occasione dell’apertura del bando pubblico Premio Zavattini 2018,

AUCS Onlus, nell’ambito della XXIV edizione della rassegna cinematografica Immagini del Sud del Mondo, in collaborazione con Arci Comitato Provinciale, presenta la proiezione dei quattro corti vincitori dell’edizione 2017, realizzati rielaborando il materiale d’archivio messo a disposizione dall’AAMOD (Fondazione Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico).

Introdurranno l’evento Premio Zavattini 2018 il regista Daniele Vicari, per AAMOD, Matteo Angelici, membro CdA, Antonio Medici, direttore del Premio Zavattini e Letizia Lucangeli per AUCS Onlus.

Appuntamento giovedì 31 maggio, dalle ore 19:00, presso lo spazio ARCI Biancovolta (via delle Piagge 23, Viterbo).

Ecco i quattro corti in proiezione:

Dimenticata Militanza di Patrizio Partino: un ritratto politico di Gian Maria Volonté. Si tratta di un documentario lungometraggio sul famoso attore, ideato e diretto da Patrizio Partino. È una co-produzione Zi&Pa Pictures e Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, con interviste a personalità del cinema, del sindacato e dell’attivismo italiani. Qui di seguito il video della campagna di crowdfunding.

 

Fuori Programma di Carla Oppo: è la storia di un bambino/mago, che con una voce ormai matura, vagabonda tra i ricordi: le colonie estive, l’infanzia, le interferenze del mondo adulto nell’universo infantile, e infine il desiderio di ribellione ed evasione. Un resoconto leggero e delicato, in cui i ricordi perdono man mano la loro solidità, si fanno più onirici, liquidi.

Massimino di Piero Li Donni: Ettore Scola, nel 1973, realizza il film Trevico-Torino, storia di un ragazzo del sud in cerca di lavoro alla Fiat. Dieci anni dopo, Scola torna a Torino per girare Vorrei che volo un documentario di propaganda commissionatogli dal Partito Comunista Italiano. In quel film, il piccolo protagonista incarna la speranza di un futuro migliore. Quel bambino, quarant’anni dopo ha passato più di metà della sua vita in carcere. Il film parte dalla rielaborazione del materiale d’archivio di Trevico-Torino e Vorrei che Volo tessendo un confronto impietoso tra passato e presente.

Blue Screen di Alessandro Arfuso e Riccardo Bolo: un corto di fantascienza. Alessandro e Riccardo hanno 26 e 31 anni ed entrambi hanno studiato alla Scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volontè. La memoria viene qui capovolta e reinventata – come spesso accade nella fantascienza: gli androidi sono stati inventati e sono in ogni casa e la storia è la cronaca di un tentativo fallito di rivoluzione. In questa chiave vengono montati i filmati del Vietnam o delle manifestazioni di piazza italiane.

Se siete interessati ad assistere all’evento siamo disponibili a organizzare una macchina da #Caprarola per andare insieme allo spazio Arci Biancovolta di Viterbo. Basta contattarci cliccando qui.

Per segnalarci i vostri eventi o scrivere sul blog potete contattarci al nostro indirizzo mail: lecittainvisibili.caprarola@gmail.com

 

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