A Vetralla inaugurata martedì la Casa delle Donne

A Vetralla apre martedì 29 maggio la Casa delle Donne a fronte di una situazione generale di abbandono degli spazi pubblici e perfino di aperta repressione dei luoghi di aggregazione, soprattutto nella capitale.

 

Mentre a Roma la giunta Raggi fa di tutto per chiudere gli spazi sociali

(vedi il caso della Casa internazionale delle donne), a Vetralla, in provincia di Viterbo, si fanno salti mortali – e miracoli – per dare vita a nuovi luoghi aggregativi. Non che la situazione sia particolarmente rosea a Viterbo e dintorni dove molto spesso gli spazi pubblici giacciono inutilizzati o sottoutilizzati, tra la fatiscenza e la gestione clientelare.

Il Comune di Vetralla, in uno scenario complessivo particolarmente desolante, si distingue per spirito di iniziativa e inventiva. Martedì 29 maggio ha inaugurato le proprie attività la nuova Casa delle Donne che ha trovato “casa”, appunto, in uno stabile abbandonato e recuperato grazie alla determinazione del Comune guidato dal sindaco Francesco Coppari.

Il Comune pagava le utenze di uno spazio inutilizzato da anni, come si legge nell’appello su produzionidalbasso.com lanciato dai sostenitori del progetto. Sarà l’Associazione Battiti a gestire lo spazio oggi nuovamente funzionante. Tra le attività più interessanti proposte dall’associazione assegnataria dello stabile ci sono:

Corsi di formazione ed incontri rivolti al genere maschile per accrescere la sensibilità rispetto al tema della condivisione familiare e dei lavori di cura;

Progetti con gli Istituti scolastici, sia a Vetralla che in altre città della provincia che coinvolgano i giovani a riflettere sulla violenza sulle donne e sulle pari opportunità;

Attività di studio, di ricerca e soprattutto di progettazione sulla questione di genere

Ma ora l’obiettivo immediato è quello di raccogliere abbastanza fondi per rendere la struttura il più accogliente possibile. In particolare, i supporters della campagna di crowdfunding elencano tutti i beni di cui ci sarà bisogno: porte, scrivanie, sedie da lavoro e poltroncine per la sala di attesa.

Qui potete vedere l’appello dell’Associazione Battiti a sostegno della campagna di raccolta fondi. Anche la nostra Associazione “Le città invisibili” darà il suo piccolo contributo al sostegno del progetto!

 

Per segnalarci i vostri eventi o scrivere sul blog potete contattarci al nostro indirizzo mail: lecittainvisibili.caprarola@gmail.com

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